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Il nostro blog

In questa sezione abbiamo voluto inserire i racconti di viaggio di alcuni dei nostri clienti

Potrete provare a vivere, attraverso le loro parole
l'esperienza che hanno provato.... Forse...

  • Alghero Bosa

  • Alghero - Bosa

    L' Alghero - Bosa è forse una delle strade più belle del mondo. Quarantacinque chilometri di curve a picco sul mare che offrono a chi viaggia in movimento emozioni uniche. Una combinazione di profumi e paesaggi nella cornice del mare cristallino della costa occidentale della Sardegna. Lasciando Bosa alle Spalle seguiamo la strada verso nord in direzione di Alghero. Dopo i primi 5 km immersi nella macchia mediterranea arriviamo alla prima sommità a picco sul mare; la roccia vulcanica verde oliva rende l'acqua cristallina della Sardegna un colore unico, direi quasi affascinante. Continuando lungo il percorso tra dozzine e dozzine di curve, capisci immediatamente di trovarti in una parte del mondo incontaminato in cui la natura funziona ancora come un Maestro; i grifoni ci accompagnano nel nostro viaggio quasi come se volessero farci capire che siamo a casa. Una delle cose più belle della Sardegna è senza dubbio il fatto che in pochi chilometri il paesaggio, la roccia, la vegetazione e persino il colore del cielo cambiano rapidamente. Distratti dalla bellezza della strada e dalle emozioni che la nostra bici ci regala tra una curva e un angolo, notiamo quasi per caso che la natura che ci circonda ha cambiato aspetto; la roccia vulcanica verdastra e liscia è diventata rossa e frastagliata. In soli 30 chilometri sembra di essere in un altro paese.
    Ma la bellezza finisce. È l'ora del tramonto e vediamo il cielo che diventa sempre più colorato con quel bel colore; superare una delle ultime curve prima di Alghero, colto di sorpresa, vediamo quel bellissimo promontorio chiamato "Capocaccia" con il sole alle spalle e lo Skyline della piccola Alghero.
    È difficile esprimere a parole un'emozione ... un po 'stanco e felice siamo arrivati a destinazione ...
  • SS 125 Orientale Sarda

  • Orientale Sarda

    La strada Statale 125, Orientale Sarda, è divenuta nel tempo un Must per le decine di migliaia di motocicilisti che Ogni Anno scelgono la Sardegna per le proprie vacanze. La vecchia strada che collegava il Nord e il sud della Sardegna, da Palau, passando per Olbia, a Cagliari seguendo tutta la costa Est del’isola. E’ facile che se hai scelto la Sardegna per le tue vacanze in Moto, devi passare da qua. Decine e decine di “colleghi”, dai più sportivi con le moto da strada agli amanti dei viaggi con le Grandi e Pesanti Moto Cruiser sono qua. Partendo da Nord, il primo pezzo, da Palau a Orosei attraversa tutte le località turistiche più rinomate e amate dell’Isola, la splendida costa Smeralda, San Teodoro, Budoni, Siniscola, cittadine di poche migliaia di Abitanti che durante l’Estate si trasformano per accogliere decine di Migliaia di turisti. Una volta superata Orosei però si capisce che qualcosa sta cambiando, la civiltà si dirada lasciando spazio alla Natura. Decine di migliaia di Ettari di terra dove solo gli animali al pascolo e la vegetazione più selvaggia sono i padroni di casa. La moto diventa qua lo strumento del piacere; curva su curva, un misto veloce con alla sinistra il costone roccioso e a destra il vuoto; la temperatura scende di qualche grado, siamo in montagna, e nel valico a “Genna Silana” il vento si fa sentire. La vista della “Gola di gorroppu” è mozzafiato; la si potrebbe visitare con un paio d’ore di camminata ma i nostri stivali da moto e l’attrezzatura tecnica non ce lo consentono, torneremo…. Guardando le montagne, si possono notare centinaia di sentieri non asfaltati, ci informiamo e scopriamo che vengono utilizzati dalle Guide del posto per portare escursionisti, speleologi amanti dell’arrampicata nelle migliaia di grotte presenti in questo bellissimo territorio desolato e incontaminato. Possiamo solo immaginare, quanto possa essere bello percorrerli con una moto da Enduro o Maxi enduro. Si prosegue in direzione Tortolì e l’ultimo pezzo di strada, diventa un pochino più lento e impegnativo. Tornanti e curve strette, in pochi chilometri ci portano giù di centinaia di metri ma anche in questo caso, il panorama e la vista del golfo di Arbatax ripagano qualsiasi sacrificio.
  • Sette Fratelli

  • I sette Fratelli

    Siamo nella zona Sud – Est dell’Isola, un complesso montuoso composto da sette Cime, la più alta “dei Serpeddi" 1067 mt. Un parco naturale che si estende per centinaia di ettari dove la natura raggiunge la sua massima espressione in termini di flora e fauna. Cornici naturali di rara bellezza e rocce plasmate dal tempo vi faranno vivere una sensazione strana, le gole e i canyon vi faranno quasi dimenticare di essere al centro del Mediterraneo ricordando paesaggi tipici dei deserti Americani. La natura incontaminata e la bassissima densità di popolazione di queste zone danno lo spazio alla fauna selvatica: grofoni, falchi, equile reali sopra la vostra testa oltre che cervi, mufloni, conigli e cinghiali al vostro fianco saranno in grado di farvi sentire un tutt’uno con la natura. Curve strette, tornanti e valichi tagliano il fiato a ogni passaggio. La moto, nostra compagna di viaggio, reagisce bene all’asfalto non perfetto che non consente grandi pieghe e emozioni adrenaliniche compensate però dalla sensazione di benessere e contatto con la natura che questa zona della Sardegna vi farà vivere.
  • Barbagia

  • Barbagia

    Siamo nel centro dell’Isola più bella del mediterraneo, tra Orgosolo, Oliena, Fonni, Aritzo e Tonara, la zona più antica della Sardegna e ricca di storia e tradizioni. La civiltà e l’evoluzione (intesa nel senso più tecnologico del termine) sembra abbia voluto evitare questa parte dell’Isola. I telefoni cellulari prendono poco in mezzo a queste bellissime montagne e ci dicono che molti ancora non hanno una connessione internet veloce. Da queste parti si vive di ciò che la natura ci dona e la maggior parte della popolazione è impegnata nell’allevamento di bestiame da carne e/o da latte oltre che all’agricoltura. L’aria che respiriamo ha un sapore differente, è pulita, fresca e sembra che l’industrializzazione e l’inquinamento non si siano mai avvicinati a questa parte dell’isola. Migliaia di curve e paesaggi di montagna ci portano da un paesino all’altro; piccole realtà di 3-4000 abitanti ricche di storia ma soprattutto tradizioni; gli anziani stanno seduti fuori dalle proprie abitazioni ai bordi della strada e ci salutano quasi come se fosse i guardiani di questi piccoli insediamenti, sanno tutto, che entra, chi esce dal paese come si muovono le persone che siano locali o turisti.. Una sorta sistema di video sorveglianza di altri tempi L’ospitalità è senza il pezzo forte della popolazione che vive tra queste montagne. Se entrate in un bar e “per errore” fate amicizia con qualcuno sappiate che non potrete andar via prima che tutti i presenti vi abbiano offerto da bere. Non vi azzardate a prendere il portafogli in mano; si offenderebbero. E’ usanza locale che ognuno paga “un giro” a prescindere da quanti siano i presenti. Ah… Quasi dimenticavo un dettaglio molto importante per noi motociclisti. La qualità dell’asfalto è fantastica, traffico praticamente zero, non si è in grado di contare la quantità di curve e tornanti in pochissimi chilometri di trasferimento e il cibo…. Vabbè… che ve lo dico a fare…. Andate a provare!!
  • Costa Verde

  • Costa Verde

    Siamo nel Centro-Ovest dell’isola, nella zona di Arbus. In questa parte dell’isola, per quanto possa essere considerata, senza dubbio, una delle più belle il turismo di massa non è mai arrivato poiché molto lontana e difficile da raggiungere dai tre Aeroporti Internazionali di Alghero, Olbia e Cagliari oltre che dai porti situati nelle medesime città oltre Golfo Aranci e Arbatax; non è possibile trovare strade a scorrimento veloce ma solo statali a doppio senso di marcia e curve, molte curve che rendono scomodo, ai  vacanzieri automuniti, il raggiungimento di queste zone. Tutto ciò ovviamente viene meno per i Mototuristi come noi che di curve e asfalto fanno il loro “must” per vivere la vacanza perfetta e vi assicurio che in Sardegna potrete vivere davvero “Una vacanza Perfetta”. Percorriamo questa zona da Nord a Sud, Torre dei Corsari, Portu Maga per arrivare a Piscinas, uno dei deserti naturali più grandi d’Europa con le dune di sabbia bianca e cristallina, una paesaggio che non ti aspetteresti mai di trovare da queste parti. Se non è piovuto da poco, attraverso una strada bianca molto semplice e un piccolo guado potrete attraversare tutta la zona dunale per andare più a sud, verso Ingurtosu, Gennamari Portixeddu, Bugerru. Anche qua, inutile raccontare a parole i panorami di queste strade, bisogna viverli, arriverete a Masua, davanti a voi un faraglione gigante, dalla roccia calcarea bianchissima da cui prende il nome “Pan di zucchero”. Siamo nel Sulcis-Iglesiente, zona che in passato ha vissuto di estrazione mineraria. Vi consigliamo la visita di “Porto Flavia”, un porto, nel senso più ampio del termine, che è stato creato scavando un tunnel nella roccia per arrivare fino al mare; le guide turistiche sapranno raccontarvi meglio di me la particolare storia di questo insediamento unico nel suo genere.
  • Alghero Castelsardo

  • Alghero - Castelsardo

    In questo breve racconto di viaggio vogliamo provare a raccontarvi una delle parti più belle del Nord della Sardegna. Siamo ad Alghero, bellissima cittadina di origine Catalana che si affaccia sulla costa Ovest dell’Isola con il suo centro storico, ricco d’arte e tradizione oltre che decine di chilometri di spiagge è una delle mete turistiche più belle della Sardegna. Con la nostra moto ci dirigiamo verso il promontorio di capocaccia per arrivare fino alla baia Naturale più grande d’Europa, Porto Conte. Una volta arrivati a Capocaccia dal belvedere che si affaccia sull’isola “Foradada” possiamo ammirrare la vastità del mar mediterraneo da una parte e lo skyline della cittadina di Alghero dall’altra il tutto immersi in un contesto naturalistico di altissimo pregio. Ci lasciamo capocaccia alle spalle e andiamo verso Il Lago di Baratz dal quale, grazie al consiglio di Lorenzo di Motorentsardinia, attraverso una strada bianca tagliamo la pianura della Nurra per arrivare fino all’Argentiera passando per Palmadula. Un contesto particalare, sabbia scura, onde oceaniche e alle nostre spalle la miniera abbandonata mette un po di agitazione Puntiamo il becco della nostra GS verso Nord per raggiungere Stintino; in passato un piccolo villaggio di pescatori diventata meta turistica internazionale grazie alla spiaggia “la pelosa” al secondo posto nel ranking internazionale delle spiagge più belle del mondo; non ho visto le altre… in ogni caso, penso, che questa non abbia niente da invidiare a nessuno. SI prosegue in direzione Est attraversando l’immensa pineta di Platamona, per raggiungere Castelsardo, un borgo medievale con il bellissimo castello che si affaccia sul mare del Nord dell’isola, paesaggi e panorami mozzafiato vi accompagneranno lungo tutta la strada che collega le due località.
  • Barumini

  • Barumini

    Oggi vi voglio raccontare un po di storia; niente moto, curve paesaggi e adrenalina ma emozioni legate alla storia più antica di quest’Isola. I nuraghi, sono costruzioni di pietra, a forma di tronco di cono, fatte di pietre poste una sull’altra a secco dalle più grandi alla base, alle più piccole fino al tetto. Considerando che si presume che risalgano all’età del bronzo, circa due secoli Avanti Cristo dimostrano quanto gli abitanti di quell’epoca avessero già elevate conoscenze ingegneristiche soprattutto per quanto riguarda la distribuzione dei pesi e la forza di gravità L’insediamento nuragico più importante dell’isola si trova a Barumini, nel centro sud, "su Nuraxi" è stato riscoperto negli anni 50 da un archeologo locale e dimostra oggi un alto livello di conservazione. La visita, con l’aiuto delle guide esperte, vi farà vivere un esperienza particolare e vi immedesimerete nella vita degli abitanti di quelle strutture con più di 2000 anni di storia. In Sardegna sono stati scoperti oltre 7000 insediamenti nuragichi ma ciò che render ancora oggi, molto più affascinante la loro storia è che non è chiara quale fosse la loro reale funzione, se fosse di origine militare, religiosa o anche astronomica, considerando la loro dislocazione sul territorio regionale corrispondente a un preciso allineamento con le stelle.